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Dal 1984 in questo paese
immensamente ricco di risorse naturali, secondo produttore mondiale di bauxite vige un regime militare con a
capo il generale Lansana Conte
La crisi economica insostenibile ha portato i sindacati
(CNTG e USTG) a realizzare due scioperi generali a maggio e giugno
2006 ma la vita della popolazione ha continuato a peggiorare.
Il 10 gennaio
2007 è stato indetto uno sciopero generale illimitato seguito in massa in tutto il paese, interrotto il 31 gennaio dopo la promessa del
Presidente di nominare un Primo Ministro, a capo dell’esecutivo, in
grado di traghettare il paese fuori dalla crisi, è stato
ripreso il 12 febbraio di fronte al'ennesimo rifiuto di far seguire
alle parole i fatti.
Lo stesso giorno Conté ha proclamato lo stato d’assedio, durante il
quale sono stati compiuti dall'esercito abusi, arresti arbitrari e torture
contro i civili.
Il 23 febbraio il Parlamento ha negato la proroga dello stato d’assedio e grazie ad una missione nel paese
della Cedeao (Comunità Economica Degli Stati dell’Africa
Occidentale) Conté ha accettato di nominare un primo ministro scelto dai sindacati e dalle
organizzazioni della società civile, Lansana Kouyaté, diplomatico di carriera.
Il 27 marzo Contè ha firmato il decreto per la nomina dei 19 ministri del governo Kouyaté.
Il 10 gennaio 2008, esattamente un anno dopo l'inizio dello sciopero generale i sindacati minacciano la sua ripresa dopo la destituzione da parte del presidente del ministro per le comunicazioni Justin Morel Junior.
L'atto è considerato dai sindacati una violazione degli accordi tripartiti di gennaio 2007. Dopo giorni di tensione i sindacati decidono di non scendere in piazza "per preservare il mantenimento della pace sociale"; viene creato un comitato di verifica sul rispetto degli accordi di giugno 2006 e gennaio 2007 che dovrà deporre un rapporto il 31 marzo, data a partire dalla quale si deciderà la ripresa o meno dello sciopero generale.
Anche questa data trascorre senza fatti nuovi. La situazione economica del paese peggiora nel frattempo: il prezzo del carburante aumenta in poche settimane del 62% e crescono in modo esponenziale i prezzi degli alimenti di base (primo tra tutti il riso).
Il 20 maggio Conté destituisce il primo ministro Kouyaté, sostituendolo con Ahmed Souaré, ministro del settore minerario nel governo precedente all'inizio dello sciopero del 2007. L'atto è giudicato dai sindacati una nuova flagrante violazione degli accordi tripartiti, anche se per ora non proclamano una ripresa dello sciopero generale.
Nel frattempo l'attenzione si sposta sull'ammutinamento dei soldati nelle caserme di Conakry, per la rivendicazione del pagamento degli arretrati di salario, la destituzione del ministro della difesa e la liberazione di tutti i loro compagni detenuti dal 2007.
I militari ribelli riescono ad occupare il porto e l'aeroporto della capitale e ad avanzare fino al ponte 8 novembre che delimita l'ingresso al centro, sede delle istituzioni e del palazzo presidenziale.
Una prima vittoria dei soldati é ottenuta con la destituzione del ministro della difesa.
Il 1 giugno un incontro tra militari e presidente segna la fine della crisi: i militari ottengono la soddisfazione delle loro richieste.
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