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Nel mese di marzo 2007 le Associazioni Battito Solidale (Torino) e La Svolta Umanista (Roma) hanno promosso sui loro siti web un appello che ha raccolto 601 (568 firme di singoli e 33 tra associazioni, enti e organizzazioni). Queste firme sono state poi inviate al Parlamento Europeo e alle Nazioni Unite. Ecco il testo dell'appello:
Appello Emergenza Guinea
Al Presidente della
Repubblica di Guinea Lansana Conté
Al Presidente del Parlamento Europeo Hans-Gert Poettering
Al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon
Chiediamo al Governo
della Guinea ed al Presidente Lansana Conté di mettere fine alle
violenze e di accogliere le richieste di un cambiamento democratico
del paese avanzate negli ultimi mesi dalla popolazione guineana,
ridotta alla fame e alla miseria a causa dei salari insufficienti,
della mancanza di acqua potabile ed energia elettrica ed in seguito
agli aumenti esorbitanti del prezzo del riso e del carburante,
nonostante le grandi ricchezze e risorse naturali di cui il paese
dispone.
Lanciamo un appello
all'esercito, alla polizia, alle strutture governative della Guinea
ed alla popolazione perchè non si faccia più uso della
violenza e si avvii una trattativa di risoluzione democratica dei
problemi del paese basata sulla collaborazione tra le diverse forze
sociali, politiche e religiose.
Chiediamo inoltre al
Parlamento Europeo ed alle Nazioni Unite di informare la comunità
internazionale e di esercitare pressioni affinché si realizzi
una reale democrazia ed un cambiamento non violento in Guinea, nel
pieno rispetto dei diritti umani.
Nel
caso in cui il precedente appello non modifichi l'atteggiamento del
Governo della Guinea, chiederemo quanto segue:
Chiediamo all'Unione
Europea che il FONDO PER LO SVILUPPO di cui la Guinea è
beneficiaria nell'ambito degli aiuti europei ai paesi in via di
sviluppo venga SOSPESO fino a che non si verifichino le seguenti
condizioni:
- sia posto fine allo
stato d'assedio dichiarato in Guinea il 12 Febbraio 2007, che
ha portato all'annullamento dei diritti e delle libertà
fondamentali della popolazione;
- sia rispettato il
protocollo d'intesa firmato tra il governo e la società civile
del paese, per la nomina di un primo ministro con ampi poteri, scelto
con il consenso dei membri del coordinamento della società
civile e dei sindacati;
- sia fatta chiarezza
sulle effettive responsabilità delle violenze che negli ultimi
mesi sono costate la vita a centinaia di civili e siano liberati i
cittadini ingiustamente arrestati;
- sia ristabilito
l'ordine democratico nel paese.
Riteniamo che la
sospensione di questo fondo non avrà ripercussioni negative
sulla popolazione perché di fatto non ha concorso fino ad ora
a migliorare le condizioni di vita del paese, ma soltanto a
rafforzare un governo che, nonostante gli aiuti ricevuti, mantiene il
suo popolo in una condizione di fame e di estrema povertà.
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