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Settembre 2007
La situazione in Guinea è sempre più precaria
La situazione in Guinea si fa sempre più tesa. Il 19 agosto le forze armate hanno
avanzato con forza la richiesta del recupero dei 9 anni di salario
arretrato (oltre 70 milioni di dollari), e dato un ultimatum al
governo per il pagamento di questa cifra entro l'8 settembre.I leader sindacali, protagonisti dello
sciopero generale scoppiato a gennaio che ha portato al governo di
Lansana Kouyaté, si sono incontrati il 4 settembre per
ribadire il loro appoggio alle riforme iniziate da quest'ultimo, che
ha invece sempre meno l'appoggio della popolazione.Il cambiamento promesso dal governo non
è stato finora attuato, il paese è alla fame per il
rialzo dei dei prezzi dei generi alimentari primari (prima di tutto
il riso), mancano acqua ed elettricità. Nuove proteste sono
scoppiate a Conakry nei giorni scorsi.Il 17 settembre l'esercito si è
riunito, ufficialmente per trovare strategie per sbloccare la crisi
in cui si trovano le forze armate, divise al loro interno.
Questa situazione di estrema precarietà
fa temere un ritorno alla crisi che in gennaio e febbraio ha causato
centinaia di morti e minacciato di portare la Guinea alla guerra
civile.
Le Nazioni Unite e l'Europa che stanno
sostenendo finanziariamente le prossime elezioni legislative previste
in Guinea a dicembre, devono appoggiare quelle forze sociali che
stanno lavorando in modo non-violento per un reale cambiamento, che
accompagni la transizione del paese da più di vent'anni di
dittatura a un sistema realmente democratico.
Giugno
Campagna Azione Guinea
Il 29 giugno
scorso il consiglio nazionale della società civile ha
annunciato in una conferenza stampa che il protocollo d'accordi del
27 gennaio scorso tra governo, sindacati e patronato è stato
violato in più punti.
Molti
prodotti necessari all'alimentazione di base di cui si era proibita
l'esportazione continuano a fuoriuscire dalle frontiere del paese.
Per quanto riguarda altri punti stabiliti come priorità nel
programma del nuovo governo, ancora nulla è cambiato.
La
popolazione continua a non avere accesso né all'acqua, né
alla corrente elettrica.
Inoltre il
22 giugno è stata decretata la nomina dei prefetti, dei
governatori di regione e dei vertici della società elettrica
statale EDG, che segna la continuità con la precedente
amministrazione.
Il consiglio
nazionale della società civile minaccia di utilizzare la
pressione popolare, come già avvenuto durante gli avvenimenti
che hanno causato i massacri di gennaio e febbraio scorsi se il
governo non cambierà rotta.
Continuiamo
a chiedere l'attenzione dei mezzi d'informazione e dell'opinione
pubblica italiana sulla situazione di crisi che sta vivendo questo
paese.
Maggio 2007
Nuova
situazione di emergenza in Guinea
Dopo
poco più di un mese dalla fine dello sciopero generale indetto
dai sindacati dei lavoratori, che ha portato alla nomina di un nuovo
governo, ora sono i militari ad avanzare le loro richieste. Il primo
ministro guineano Kouyaté ha incontrato il 4 maggio i soldati,
che si erano ammutinati il 2 maggio scorso. Ha fatto seguito la
sostituzione decretata dal presidente Lansana Conté del
ministro della difesa e di alti gradi dell'esercito, responsabili
secondo i militari dello storno di fondi destinati alle truppe (il
“bollettino rosso”, votato dall'Assemblea Nazionale dieci anni fa
e mai applicato). Ma la richiesta del pagamento dei 350 miliardi di
franchi guineani (circa 40 milioni di euro) di arretrati non è
ancora stata accolta.
Nei
giorni scorsi i militari hanno sparato nei quartieri di Conakry,
uccidendo e ferendo decine di persone e terrorizzando la popolazione,
già duramente provata dalle violenze dei mesi di gennaio e
febbraio scorsi.
A
questo si aggiunge ora la nomina a governatore della Banca Centrale
di Daouda Bangoura, nomina che viola gli accordi tra governo,
sindacati e patronato stipulati a fine gennaio.
Questa
situazione di forte instabilità può prefigurare vari
esiti, tra cui quello di una possibile guerra civile.
Battito
Solidale, associazione umanista di volontariato che già nei
mesi scorsi ha promosso iniziative di sensibilizzazione sulla crisi
che scuote questo paese, appoggia l'invito dell'Inter Centrale dei
sindacati dei lavoratori e del Consiglio nazionale delle
organizzazioni della società civile perché le richieste
dei militari, seppur riconosciute come legittime, vengano avanzate
attraverso il dialogo con il governo e non con lo spargimento di
sangue dei civili.
Appoggia
inoltre la richiesta di far luce sugli autori dei massacri di gennaio
e febbraio che hanno causato la morte di centinaia di civili.
Chiede
l'attenzione dei mezzi d'informazione e dell'opinione pubblica
italiana su una situazione che rischia di sfociare in un nuovo
conflitto e una nuova crisi umanitaria.
Per
informazioni aggiornate sulla situazione: www.aminata.com,
www.guineenews.org,
www.guineeconakry.info
Febbraio 2007
Appello Emergenza Guinea
Il popolo guineano ha bisogno d'aiuto.
Dopo la conferenza stampa tenutasi il 25 gennaio per segnalare la grave destabilizzazione che investiva la Guinea e di fronte all'acuirsi della crisi in quel paese, dove ormai è stato dichiarato lo stato d'assedio, il coordinamento delle associazioni umaniste europee che cooperano con la Guinea chiede:
- a tutto il mondo dell'associazionismo di convergere su questa crisi e coordinare interventi comuni.
- alla stampa, radio, televisioni e siti Internet di trattare l'argomento e portarlo all'attenzione pubblica.
- al governo italiano di farsi portavoce di questa gravissima situazione, prima che diventi una calamità di proporzioni disastrose presso le sedi decisionali dell'Unione Europea e dell'ONU.
E' possibile firmare l'appello Emergenza Guinea sul sito www.battitosolidale.org
Grazie.
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